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Automobili su un'autostrada scansionate tramite strumenti di AI

Che cos'è il machine learning?

Il machine learning è un sottoinsieme dell'intelligenza artificiale (AI) in cui i computer imparano dai dati e migliorano con l'esperienza senza essere appositamente programmati.

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Il machine learning spiegato in parole semplici

Il machine learning (ML) è un tipo di intelligenza artificiale (AI) che insegna ai computer ad apprendere dai dati e migliorare con l'esperienza. In parole povere, significa che i computer migliorano nell'esecuzione dei compiti riconoscendo schemi ricorrenti anziché seguendo regole fisse predeterminate.

Anziché affidarsi a istruzioni predefinite, un modello di machine learning migliora le sue prestazioni attraverso l'esposizione a nuovi dati, un po' come gli esseri umani apprendono dall'esperienza. Pensiamo a come impariamo a riconoscere i diversi frutti: dopo averne osservato un numero sufficiente di esemplari etichettati riusciamo a riconoscerne di nuovi da soli. Il machine learning funziona in modo simile, trovando schemi ricorrenti e utilizzandoli per formulare previsioni o decisioni.

Le organizzazioni evolute utilizzano l'ML per individuare frodi, prevedere la domanda e personalizzare i suggerimenti. Questi sistemi adattivi migliorano continuamente grazie al feedback, rendendo i processi più accurati ed efficienti in tutti i settori.

Machine learning e intelligenza artificiale

Il machine learning rientra nel più ampio ambito dell'AI, nella sua accezione generica di computer che eseguono compiti che normalmente richiedono l'intelligenza umana. Questi compiti includono il ragionamento, la comprensione del linguaggio, il riconoscimento di immagini e la risoluzione di problemi.

Il machine learning si focalizza su un aspetto critico di tale visione: consentire ai sistemi di apprendere automaticamente dai dati.

Un modo semplice per inquadrare questi concetti:

L'AI può includere sistemi basati su regole che seguono modelli logici progettati dall'uomo. Il machine learning, invece, scopre questi modelli autonomamente. Anziché affidarsi a regole già programmate, gli algoritmi ML utilizzano enormi quantità di dati per rilevare relazioni, formulare previsioni e adattare il comportamento con l'esperienza.

In molti casi, il confine tra AI e ML può apparire piuttosto labile. Il riconoscimento vocale, la visione artificiale e l'elaborazione del linguaggio naturale (NLP) utilizzano tutte il machine learning come tecnica di base all'interno di applicazioni AI più ampie. I due campi si rafforzano reciprocamente: l'AI stabilisce il quadro generale, mentre l'ML fornisce gli strumenti pratici per apprendere dall'esperienza.

È una distinzione è importante per le organizzazioni che adottano le tecnologie di AI. Quando le aziende integrano l'AI nei processi aziendali, è spesso il machine learning a produrre i risultati misurabili, che si tratti di prevedere il tasso di abbandono dei clienti, di ottimizzare lo stock o di automatizzare i controlli di qualità.

Il machine learning come motore dell'AI generativa e dell'AI agentica

I recenti progressi compiuti nell'informatica e nella scienza dei dati hanno dato origine a nuove forme di AI che vanno ben oltre la semplice classificazione o previsione.

L'AI generativa utilizza modelli di machine learning per creare nuovi contenuti (testo, immagini, codice o persino musica) apprendendo da enormi set di dati. Questi sistemi non si limitano ad analizzare i modelli, ma producono materiale completamente nuovo che rispecchia gli schemi ricorrenti appresi.

L'AI generativa ha trasformato il modo in cui le organizzazioni approcciano la creatività e la risoluzione dei problemi.

Tutte queste capacità si basano sui meccanismi fondamentali dell'ML quali le reti neurali profonde, la modellazione delle sequenze e il riconoscimento degli schemi ricorrenti.

L'evoluzione successiva è l'AI agentica, anche nota come agenti AI. Andando oltre la generazione, questi sistemi agiscono in autonomia, combinando l'apprendimento e la percezione dell'ML con il ragionamento, la memoria e la capacità di pianificare compiti in più passaggi.

Il machine learning è il fondamento che rende possibile questa autonomia. Permettendo ai sistemi di adattarsi alle nuove informazioni e di valutarne i risultati, l'ML offre ai sistemi agentici la necessaria flessibilità per operare in ambienti soggetti al cambiamento. Senza il machine learning, l'AI resterebbe limitata a regole statiche e a risposte fisse.

Insieme, questi progressi stanno ampliando il modo in cui le organizzazioni ricorrono all'AI, abilitando sistemi capaci di creare, ragionare e agire in modo indipendente, sempre continuando a imparare dai dati.

Concetti chiave del machine learning

Il machine learning abbraccia numerosi concetti che aiutano a spiegare come gli algoritmi apprendono dai dati. Due dei più importanti sono le reti neurali e il deep learning.

Reti neurali

Le reti neurali sono algoritmi che si rifanno al modo di elaborare le informazioni da parte del cervello umano. Sono costituiti da strati di nodi, spesso chiamati "neuroni", che operano congiuntamente per riconoscere schemi ricorrenti e relazioni tra i dati.

Ogni neurone riceve un input, applica una funzione matematica e trasmette l'output allo strato successivo. Attraverso l'addestramento ripetuto, la rete impara a riconoscere le connessioni più importanti per formulare previsioni accurate. Per esempio, una rete neurale potrebbe apprendere a riconoscere i numeri manoscritti elaborando migliaia di esempi.

Mentre i primi strati rilevano forme elementari come linee o curve, quelli più profondi combinano tali elementi in rappresentazioni più complesse, quali cifre o lettere. Questa struttura a strati permette alle reti neurali di affrontare problemi con i quali gli algoritmi tradizionali sono in difficoltà, come il riconoscimento delle immagini o l'elaborazione del linguaggio naturale.

Deep learning

Il deep learning è una branca specializzata del machine learning che sfrutta reti neurali composte da una molteplicità di strati, da cui l'idea di "profondità" dell'apprendimento. Queste reti profonde riescono a elaborare enormi quantità di dati, a scoprire anche minime correlazioni e a individuare automaticamente le caratteristiche più consone a un compito.

Il deep learning rende possibili molte delle applicazioni dell'AI più visibili di oggi, quali gli assistenti vocali, il tagging di immagini, la traduzione linguistica e i veicoli autonomi. In un contesto aziendale, aiuta le organizzazioni ad analizzare i documenti, rilevare le frodi e interpretare in tempo reale complessi dati dei sensori.

Per quanto potente, anche il deep learning richiede cospicue risorse informatiche e dati opportunamente preparati. È per questo che spesso le aziende affiancano i tradizionali approcci di ML al deep learning per poter conciliare accuratezza, efficienza e scalabilità.

Come funziona il machine learning?

Il machine learning opera secondo un processo strutturato che trasforma i dati grezzi in previsioni o azioni utili. Nonostante le differenze nei dettagli dovute all'algoritmo, nella maggior parte dei casi i sistemi ML seguono la stessa sequenza di passaggi.

Raccolta e preparazione dei dati

Ogni progetto di machine learning inizia con i dati, spesso disponibili in enormi quantità. Sapendo che la qualità dei dati influisce direttamente sulle prestazioni del modello, i team dedicano particolare cura alle operazioni di raccolta, pulizia e organizzazione. La preparazione dei dati può comportare la rimozione dei duplicati, la gestione dei valori mancanti, la normalizzazione dei formati o l'etichettatura di esempi per compiti di apprendimento supervisionati.

Negli ambienti aziendali, i dati provengono spesso da più fonti: sensori, transazioni, interazioni con i clienti o sistemi gestionali. L'integrazione di queste fonti dà vita a un set di dati più ricco e rappresentativo delle condizioni del mondo reale.

Algoritmi e modelli di addestramento

Terminata la preparazione, l'algoritmo inizia ad apprendere dai dati attraverso un processo detto di addestramento. Durante l'addestramento, il sistema analizza i dati, testa le diverse relazioni e regola i parametri interni (spesso milioni) per ridurre al minimo gli errori. Questo processo iterativo va avanti fino a quando il modello non risponde ai dati di prova in modo sufficientemente accurato.

Ciascun algoritmo apprende a modo suo:

L'addestramento richiede potenza di calcolo, ma il risultato è un modello in grado di formulare previsioni su dati nuovi, finora sconosciuti.

Previsioni e miglioramento continuo

Dopo l'addestramento, il modello può generare previsioni, classificazioni e raccomandazioni. Il processo, tuttavia, non termina qui. Nell'uso reale, le previsioni del sistema vengono monitorate e nuovi dati vengono aggiunti regolarmente per riaddestrare il modello. È questo ciclo di feedback e perfezionamento che permette ai sistemi di machine learning di migliorare nel tempo.

Per fare qualche esempio:

L'apprendimento continuo fa sì che i modelli di machine learning siano sempre accurati, pertinenti e adattabili ai cambiamenti. Le organizzazioni possono così affidarsi all'AI per rispondere e adattarsi in modo più dinamico alle nuove sfide e opportunità man mano che emergono.

Tipi di machine learning

Nonostante le molte forme in cui si presenta il machine learning, gli algoritmi rientrano perlopiù in tre categorie principali: apprendimento supervisionato, non supervisionato e per rinforzo. Ogni tipo si basa su tipi di dati diversi e genera risultati altrettanto diversi, ma tutti mirano a mettere i sistemi in condizione di imparare dall'esperienza e prendere decisioni migliori nel tempo.

Apprendimento supervisionato

Nell'apprendimento supervisionato, l'algoritmo viene addestrato su un set di dati etichettato, che include sia gli input che gli output corretti. Il sistema impara ad associare gli input agli output confrontando le sue previsioni con le risposte note e adattandosi migliorando progressivamente la sua accuratezza.

L'apprendimento supervisionato è la forma più comune di machine learning nelle imprese di oggi. Viene utilizzato per attività in cui i dati storici forniscono chiari esempi di azioni corrette, per esempio nella previsione dell'abbandono dei clienti, nel rilevamento di transazioni fraudolente o nella classificazione di immagini.

Un istituto finanziario, per esempio, potrebbe addestrare un modello con migliaia di operazioni etichettate come “fraudolente” o “legittime”. L'algoritmo studia le caratteristiche di ogni transazione (quantità, luogo, tempo, tipo di dispositivo) e impara a riconoscere gli schemi ricorrenti associati alla frode. Una volta addestrato, sarà in grado di segnalare transazioni sospette in tempo reale, contribuendo a prevenire le perdite e ridurre i controlli manuali.

I metodi di apprendimento supervisionati si articolano in regressione lineare, regressione logistica, macchine vettoriali di supporto, alberi decisionali e reti neurali profonde. Ciascuno di essi utilizza un approccio matematico leggermente diverso, ma il principio rimane lo stesso: apprendere dagli esempi per prevedere i risultati futuri.

Apprendimento non supervisionato

L'apprendimento non supervisionato tratta set dati non etichettati, ossia privi di risposte predefinite. L'algoritmo in questo caso è chiamato a trovare, completamente da solo, schemi ricorrenti, raggruppamenti o strutture nascoste.

Questo approccio è utile quando le organizzazioni hanno grandi quantità di dati grezzi e una conoscenza limitata delle loro relazioni interne. Un operatore del retail, per esempio, potrebbe utilizzare l'apprendimento non supervisionato per segmentare i clienti in base al comportamento d'acquisto, rivelando gruppi distinti che rispondono a promozioni o raccomandazioni di prodotti specifiche.

Il clustering e la riduzione della dimensionalità sono metodi comuni di apprendimento non supervisionato.

Nel clustering, algoritmi come il K-means e il clustering gerarchico raggruppano automaticamente i punti di dati con caratteristiche simili, facilitando l'individuazione di segmenti naturali come i gruppi di clienti con comportamenti comparabili.

I metodi di riduzione della dimensionalità, come l'analisi delle componenti principali (PCA), semplificano set di dati complessi riducendo il numero di variabili senza tuttavia alterare le informazioni più importanti. In questo modo si semplifica l'elaborazione grafica dei dati di grandi dimensioni e alta dimensionalità e si velocizza l'addestramento dei modelli senza incidere significativamente sulla precisione.

Apprendimento per rinforzo

L'apprendimento per rinforzo (RL) si ispira alla psicologia comportamentale. Anziché apprendere da esempi etichettati, l'agente dell'apprendimento per rinforzo impara interagendo con il suo ambiente e ricevendo feedback sotto forma di ricompense o sanzioni. L'obiettivo è quello di scoprire le azioni che nel tempo portano alla maggiore ricompensa cumulativa.

Questo approccio viene adottato quando la decisione ottimale dipende da una sequenza di azioni piuttosto che da una singola previsione. È stato alla base di straordinari risultati nella robotica, nei videogiochi e nei sistemi autonomi, tutti ambiti in cui le decisioni devono adattarsi dinamicamente alle nuove informazioni.

In un contesto di servizi logistici, per esempio, il modello di apprendimento per rinforzo potrebbe imparare a ottimizzare gli itinerari di consegna. Ogni decisione, quale la scelta di una strada rispetto a un'altra, riceve un feedback basato sui tempi di consegna e sui consumi di carburante. Trascorse numerose iterazioni, il modello capisce quali sono le strategie che producono il miglior risultato complessivo.

L'apprendimento per rinforzo coniuga l'esplorazione (tentando nuove azioni) con lo sfruttamento (utilizzando quanto già assimilato). Questo equilibrio permette al sistema di migliorare costantemente attraverso l'esperienza, adeguando la strategia sulla base dei risultati anziché di una istruzione esplicita.

Insieme, queste tre categorie (apprendimento supervisionato, non supervisionato e per rinforzo) costituiscono la base del funzionamento del machine learning.

Esempi e applicazioni del machine learning

Il machine learning è ormai profondamente radicato sia nella vita quotidiana che nelle operazioni aziendali. Le sue applicazioni spaziano dai consigli pratici personali ai sistemi aziendali mission-critical che analizzano complessi dati su vasta scala.

Esempi di tutti i giorni

Nel mondo dei consumatori il machine learning opera silenziosamente dietro le quinte, facendo muovere le tecnologie che le persone usano quotidianamente.

Nell'uno e nell'altro caso il machine learning consente la personalizzazione, trasformando i dati comportamentali in insight fruibili, rendendo le interazioni quotidiane più rapide, accurate e intuitive.

Casi d'uso aziendali e istituzionali

Nel business, la portata e l'impatto del machine learning sono ancora maggiori. Le aziende si avvalgono dell'ML per innalzare l'efficienza, ridurre i rischi e scoprire nuove opportunità.

Queste le applicazioni più comuni:

Per scoprire come le organizzazioni applicano queste tecniche su vasta scala, passa in rassegna una serie di applicazioni di machine learning su scala enterprise in tutti i settori, dalla manifattura alla finanza, dal retail all'assistenza sanitaria.

In un contesto enterprise, il machine learning non punta a sostituirsi al personale, ma ad amplificarne le competenze. Automatizzando il lavoro ripetitivo e facendo emergere insight, l'ML permette ai dipendenti di concentrarsi su decisioni di maggior valore che stimolano l'innovazione e la crescita.

Perché il machine learning è importante: vantaggi e sfide

Il machine learning è importante perché cambia il modo in cui le organizzazioni imparano, si adattano e competono. Fornisce gli strumenti per trasformare i dati in conoscenza e la conoscenza in azione: una prerogativa imprescindibile in un mondo sempre più guidato dai dati.

I vantaggi del machine learning

  1. Automazione ed efficienza: il machine learning automatizza processi decisionali complessi che una volta richiedevano il giudizio umano, rendendoli più veloci e riducendone i costi.
  2. Personalizzazione: adatta le esperienze in tempo reale su misura per singoli utenti e clienti.
  3. Insight predittivi: individuando schemi ricorrenti nei dati storici, l'ML permette di prevedere gli esiti futuri con maggior precisione.
  4. Miglioramento continuo: apprendendo dai nuovi dati, i modelli fanno sì che le prestazioni migliorino nel tempo anziché stagnare.
  5. Innovazione: il machine learning apre la strada a prodotti e servizi completamente nuovi, dalla traduzione linguistica in tempo reale alla manutenzione predittiva, passando per i veicoli autonomi.

Questi vantaggi mettono l'ML al centro delle iniziative di trasformazione digitale in tutti i settori. Le organizzazioni che sfruttano efficacemente il machine learning acquisiscono un vantaggio competitivo nel processo decisionale, nella customer experience e nell'agilità operativa.

Sfide e considerazioni

Oltre alle tante promesse, il machine learning porta con sé anche alcune sfide.

Per misurarsi con queste sfide occorrono quadri di governance chiari, un monitoraggio continuo e pratiche di AI responsabili. È quindi importante puntare sul tema della responsabilità nella progettazione e produzione, per avere la certezza che i sistemi di AI e ML siano trasparenti, affidabili e allineati ai valori umani.

La reale importanza del machine learning non risiede solo in ciò che automatizza, ma anche e soprattutto nel modo in cui riesce a esaltare le capacità umane. Potenziando il processo decisionale con insight basati sui dati, l'ML consente a persone e aziende di innovare più rapidamente, operare in modo più mirato e adattarsi al futuro con fiducia.

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FAQ

Cos'è il machine learning in parole povere?
Il machine learning è un tipo di intelligenza artificiale (AI) che permette ai computer di apprendere dai dati e migliorare automaticamente attraverso l'esperienza. In parole povere, indica sistemi in grado di riconoscere schemi ricorrenti e prendere decisioni senza essere esplicitamente programmati.
Quali tipi di machine learning esistono?

I tre tipi principali di machine learning sono:

  1. Apprendimento supervisionato, che addestra i modelli utilizzando dati etichettati per formulare previsioni.
  2. Apprendimento non supervisionato, che riconosce schemi ricorrenti nei dati non etichettati.
  3. Apprendimento per rinforzo, che impara per tentativi, guidato da ricompense e sanzioni.

Ogni tipo è finalizzato a scopi diversi (previsione, scoperta o processo decisionale) che, insieme, presiedono al funzionamento di molti dei sistemi di AI di oggi.

Il machine learning richiede molta programmazione?
Il machine learning prevede una fase di programmazione, che tuttavia oggi è più accessibile grazie agli strumenti e alle piattaforme disponibili. Gli sviluppatori usano spesso linguaggi come Python, R o Java, unitamente a librerie specializzate come TensorFlow, PyTorch e Scikit-learn. Sono comunque molte le soluzioni enterprise che allo stato attuale integrano l'ML nelle applicazioni, permettendo agli utenti di trarre vantaggio dai suoi insight senza dover scrivere codice.
Qual è l'obiettivo principale del machine learning?
L'obiettivo del machine learning è consentire ai sistemi di apprendere dai dati e migliorarne le prestazioni senza un'apposita programmazione. Analizzando vasti set di dati, i modelli ML riescono a individuare tendenze, effettuare previsioni e supportare decisioni migliori in aree che vanno dal customer engagement all'automazione industriale.
Machine learning e data science: che differenza c'è?
La scienza dei dati è la disciplina più generale che si occupa dell'estrazione di insight dai dati utilizzando statistiche, elaborazioni grafiche e analytics. Il machine learning è una branca della data science che mette al centro gli algoritmi che apprendono automaticamente dai dati per formulare previsioni e prendere decisioni. In pratica, la data science si avvale spesso dell'ML automatico per costruire modelli, mentre l'ML si basa sulle tecniche della data science per preparare e valutare i dati.
Machine learning e statistica: come sono correlati?
Statistica e machine learning si occupano entrambi di analisi dei dati, ma con obiettivi diversi. La statistica ha lo scopo di spiegare le relazioni esistenti tra le variabili e trarre inferenze dai campioni. Il machine learning punta invece a formulare previsioni accurate, spesso senza richiedere una spiegazione comprensibile all'uomo. Per ottenere risultati ottimali, il moderno ML abbina la sua potenza predittiva al rigore della statistica.
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