Strategie per la gestione delle interruzioni della supply chain
La chiave per la gestione delle interruzioni della supply chain va cercata in una tecnologia che consenta di evitare, mitigare e superare tali eventi.
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Cos'è l'interruzione della supply chain: definizione e impatto potenziale delle interruzioni della supply chain
L'interruzione della supply chain è un evento o una serie di eventi che ostacolano il flusso di materiali, servizi o merci necessari per il funzionamento continuativo di un'attività imprenditoriale, con possibili ripercussioni sull'intera organizzazione. L'impatto delle interruzioni della supply chain può manifestarsi in conseguenze negative di vario tipo, tra cui:
- Perdita di ricavi e aumento delle spese
- Rallentamenti, blocchi o colli di bottiglia nella produzione
- Ritardi o altri disservizi nella logistica
- Effetti negativi sulla soddisfazione del cliente e sulle partnership
- Pressioni sulle relazioni con fornitori e distributori
- Usura accelerata o rottura delle attrezzature
Perché è importante prepararsi a un'interruzione della supply chain?
È estremamente importante prepararsi a questo tipo di disservizio perché la gestione della supply chain (SCM) è la colonna portante di ogni attività imprenditoriale efficiente. Se non adeguatamente mitigata, qualsiasi interruzione della supply chain può influire sull'intera organizzazione. Oggi, in un'elevata percentuale di casi, le supply chain delle imprese sono diventate realtà globali e interconnesse. Questo fenomeno rende le aziende sensibili alle interruzioni della supply chain dovute sia a fattori interni che esterni: mutamenti del quadro economico, perturbazioni del commercio globale e regionale e calamità imprevedibili come pandemie e disastri naturali.
Per rendere resilienti le supply chain, le aziende hanno bisogno di una strategia proattiva con cui mitigare le interruzioni locali, regionali e globali, e delle tecnologie giuste per renderle più efficienti. L'obiettivo generale di tale strategia è rendere le supply chain agili e rapide nell'orientarsi verso direzioni diverse, offrendo ai leader SCM gli insight e le capacità giuste non solo per anticipare ed evitare le interruzioni che possono essere evitate, ma anche per ridurre al minimo l'impatto degli eventi inevitabili in quanto totalmente imprevedibili.
Quali sono le cause delle interruzioni della supply chain?
Le cause delle interruzioni della supply chain sono varie, ma è importante distinguere tra cause interne ed esterne perché la loro risoluzione presuppone due approcci diversi, che insieme formano una strategia a tutto tondo per la gestione delle interruzioni della supply chain. Analizziamole una per una.
Cause interne di interruzioni della supply chain: alcuni esempi
In generale, le cause interne delle interruzioni della supply chain sono problemi in seno all'organizzazione, ai suoi processi o alle sue operazioni dirette. Ecco alcuni esempi di cause interne di interruzioni della supply chain:
- Guasto alle attrezzature
Una macchina utensile, per esempio, subisce un'avaria, bloccando la produzione di un componente impiegato in un'altra linea. - Logistica non ottimizzata
Un percorso logistico pianificato in modo scorretto finisce per funzionare al di sotto delle aspettative, rallentando la consegna di materiali cruciali e ritardando la tempistica dell'intera produzione. - Scarsa precisione nelle previsioni e nella pianificazione
Per esempio, calcoli non realistici e errati o una cattiva gestione dello stock portano a eccedenze o esaurimenti delle scorte. - Scarsa comunicazione con i fornitori
La cattiva comunicazione con un fornitore può lasciare un'azienda impreparata a far fronte alla carenza dei materiali generalmente acquistati presso quel fornitore. Non disponendo di una rete di fornitori sufficientemente ampia in cui reperire rapidamente un'alternativa, l'azienda finisce per subire interruzioni della supply chain che causano un rallentamento della produzione e la conseguente perdita di fatturato.
Esistono altri innumerevoli esempi di cause interne di interruzioni della supply chain, tutti accomunati da uno stesso elemento chiave: rientrano tutti più o meno nel perimetro di controllo dell'organizzazione. Sono prevedibili, il che significa che possono essere impediti o almeno affrontati prima di diventare un elemento di disturbo. Il segreto? Trasparenza e massima visibilità; in altre parole, dati e tecnologie. Questo insegnamento ci tornerà utile quando affronteremo il tema delle strategie di gestione delle interruzioni della supply chain.
Cause esterne di interruzioni della supply chain: alcuni esempi
Ecco solo alcuni esempi di cause esterne di interruzioni della supply chain:
- Variazioni improvvise nella domanda dei consumatori
Una nuova domanda improvvisa da parte dei clienti può portare il team di sviluppo dei prodotti a mettere in cantiere con urgenza nuovi articoli o funzionalità a valore aggiunto, che potrebbero richiedere materiali e componenti diversi o causare una carenza imprevista. In casi estremi, la domanda dei consumatori può persino entrare in concorrenza con quella delle organizzazioni. Allo scoppio della pandemia di COVID-19, per esempio, un massiccio aumento nella domanda dei consumatori di disinfettante per le mani ha influenzato i prezzi e le disponibilità di organizzazioni come ristoranti e ospedali che ne avevano generalmente necessità nell'ambito della loro filiera. È interessante notare come allora molte distillerie e birrifici si siano riconvertiti alla produzione di disinfettante per le mani, sfruttando la loro disponibilità di alcool. - Cambiamenti politici
Le perturbazioni degli scambi commerciali influenzano in modi diversi le dinamiche di interruzione delle supply chain locali e globali. I dazi imposti nel quadro di guerre commerciali, politiche isolazioniste o tentativi di protezionismo interno possono alterare drasticamente le previsioni dei prezzi, creare strozzature negli approvvigionamenti e bloccare la produzione quando vengono a mancare componenti cruciali generalmente importati per i quali non esistono alternative nazionali. La stessa volatilità del commercio può essere dannosa anche per le merci e i materiali non direttamente interessati, poiché i fornitori potrebbero variare i prezzi in modo preventivo per tutelarsi dall'incertezza, riversando sulla tua supply chain l'onere di sostenere parte di tale costo. - Rapidi cambiamenti demografici
Anche i rapidi cambiamenti nella disponibilità della forza lavoro (possibili conseguenza di politiche o eventi catastrofici come le guerre) possono essere all'origine di varie forme di interruzioni della supply chain. La carenza di personale, per esempio, può influire sulla produttività dei fornitori e, nel tempo, provocare carenze di alcune merci. La mancanza di personale qualificato per la manutenzione può accelerare l'usura e la rottura delle attrezzature, con conseguenti maggiori pressioni sul team di procurement che dovrà reperire macchinari sostitutivi. - Improvvise carenze di energia e materie prime
Le turbolenze regionali che colpiscono territori ricchi di specifiche risorse naturali, gli effetti dei cambiamenti climatici o fenomeni naturali imprevedibili possono influire sulla disponibilità di materie prime ed energia, fattori difficili o impossibili da sostituire. Non sono moltissimi, per esempio, i paesi che possiedono depositi consistenti di particolari metalli del gruppo del platino (PGM); se uno di questi, per ipotesi, dovesse essere troppo coinvolto in un conflitto per mantenere i consueti tassi di estrazione e assicurare la logistica, i produttori che contano su questi materiali si troverebbero in forti difficoltà nell'aggirare le interruzioni nelle supply chain. Sebbene, rispetto al passato, la produzione agricola oggi sia molto meno dipendente dalle condizioni meteorologiche e più protetta dalle malattie delle colture e del bestiame, eventi come le siccità o un'influenza particolarmente virulenta possono ancora colpire duramente gli approvvigionamenti, causando carenze e impennate dei prezzi. Analogamente, alcuni tipi di energia e di merci hanno una logistica rigida, facile da perturbare e difficile da reindirizzare. Se un gasdotto viene danneggiato o una rotta marittima subisce un blocco, le aziende devono farsi carico di un sovrapprezzo per ottenere la consegna delle forniture attraverso un'altra rotta o avere l'agilità di orientarsi verso un fornitore alternativo, la cui logistica è rimasta indenne.
Quali sono state le cause delle interruzioni della supply chain negli ultimi anni?
I pochi esempi citati sopra dovrebbero essere piuttosto noti, non fosse altro che per l'impatto devastante delle interruzioni della supply chain che ne sono conseguite.
Un recente focolaio di influenza aviaria ha causato una temporanea carenza di uova negli Stati Uniti, con conseguente frustrazione dei consumatori, prezzi alle stelle e una interruzione delle supply chain di innumerevoli aziende, tra cui ristoranti, panetterie e imprese di trasformazione alimentare.
Proprio mentre il mondo post-pandemia si stava rialzando dopo le sconvolgenti interruzioni delle supply chain globali causate dal COVID-19, la guerra Russia-Ucraina ha scatenato un'altra ondata di interruzioni delle filiere. Questo singolo evento ha innescato sanzioni contro la Russia (importante esportatore di varie risorse naturali ed energia), la devastazione delle attività produttive in Ucraina (altro importante paese esportatore di beni e materie prime, e attore chiave nella logistica energetica), la distruzione di talune infrastrutture energetiche, blocchi temporanei del commercio nel Mar Nero (che per un certo tempo hanno ostacolato la consegna di prodotti agricoli essenziali come il grano), un massiccio impatto demografico a danno della forza lavoro e, per estensione, della produttività dei fornitori di particolari industrie, e lo sconvolgimento radicale della logistica degli scambi commerciali. L'impatto a lungo termine delle interruzioni della supply chain causate da questa guerra è ancora difficile da quantificare nella sua interezza.
I rischi di interruzione della supply chain sono difficilmente prevedibili
Da questi esempi di interruzioni della supply chain possono essere tratti due importanti insegnamenti:
- Non occorrono analisi sofisticate per stabilire che alcuni rischi di interruzione della supply chain sono semplicemente inevitabili e molti altri sono imprevedibili. Erano in pochi ad aspettarsi lo scoppio della pandemia e praticamente nessuno avrebbe potuto prevedere con precisione l'impatto delle interruzioni della supply chain causate dalla guerra tra Russia e Ucraina, anche una volta già scatenata.
- Nell'economia globale di oggi, interconnessa ma volatile, occorrono tecnologie e strategie sofisticate per sopravvivere alle interruzioni della supply chain e mitigarle. In effetti, una strategia efficace per la gestione delle interruzioni della supply chain deve puntare tanto sull'anticipazione quando sulla riduzione del rischio, oltre a rafforzare proattivamente la resilienza delle filiere e la capacità di adattarsi a qualsiasi sfida si presenti.
Come prevenire le interruzioni della supply chain o prepararsi a quelle che si possono prevenire
La gestione delle interruzioni della supply chain si basa su due elementi del risk management: la prevenzione (tentare di evitare le interruzioni) e la mitigazione (ridurre al minimo l'impatto delle interruzioni una volta avvenute). Entrambe le azioni richiedono leadership, strategia proattiva e tecnologia.
Come osservato in precedenza, i rischi evitabili di interruzioni della supply chain, specie quelle interne, sono spesso il risultato di errore umano o di scarsa visibilità. La soluzione? Migliori apparecchiature e software di monitoraggio, gestione del magazzino digitalizzata, previsione e pianificazione basate sui dati, insight in tempo reale che informano il processo decisionale, analisi potenziata dall'AI; in altre parole, strumenti per la trasparenza e la visibilità end-to-end. Persino il più brillante analista o manager SCM potrebbe fare meglio con gli strumenti giusti.
L'ultima tessera del puzzle è comunque la resilienza della supply chain, ossia la sua capacità di recuperare terreno dopo una interruzione, di cambiare direzione e ridurre al minimo i danni causati da eventi che non potevano essere evitati e neppure previsti. Questo è un punto cruciale: essendo praticamente impossibile eliminare completamente l'incertezza, sta ai responsabili della supply chain muoversi proattivamente per prepararsi alle interruzioni. La risposta non è tanto optare per una strategia di stock just-in-case (JIC) per avere un magazzino o un modello just-in-time (JIT) per mantenerlo agile. Costruire una supply chain resiliente significa piuttosto:
- Coltivare una vasta rete di supply chain in modo da poter passare rapidamente da un fornitore all'altro.
- Ottimizzare e collegare i processi della supply chain, sincronizzando la gestione finanziaria e la pianificazione, in modo da poter reagire rapidamente alle interruzioni.
- Digitalizzare il maggior numero possibile di aspetti della supply chain e utilizzare sensori e tracciatori con tecnologia IoT (Internet-of-Things) per massimizzare la visibilità a 360° dei decisori durante la creazione o l'adeguamento delle strategie di filiera.
- Avvalersi di tecnologie sofisticate in grado di prolungare i tempi di sopravvivenza e sostenere i professionisti della supply chain in ogni attività, fornendo insight basati sui dati, analytics in tempo reale, automazione del risparmio di tempo, previsioni potenziate dall'AI e altri vantaggi.
- Integrare in tempo reale i dati operativi, di sostenibilità e di business per far sì che ogni decisione sulla supply chain sia guidata da insight accurati e in tempo reale e da un contesto aziendale completo.
Mettere la supply chain al riparo dai rischi di interruzioni è indubbiamente un compito complesso. Esistono tuttavia strumenti potenti come non mai per poter raccogliere la sfida. Ecco perché l'utilizzo della tecnologia non è più un vantaggio competitivo, ma il presupposto stesso di ogni supply chain resiliente.
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Il contributo della tecnologia alla prevenzione e mitigazione delle interruzioni della supply chain: 10 consigli per la resilienza
Per il grado di complessità e interconnessione ormai raggiunto dalle supply chain globali, mantenerle resilienti non è compito da poco. Tuttavia, sotto la minaccia incessante ed estremamente concreta delle interruzioni della supply chain, e considerata la pesante situazione di incertezza e rischi, gli addetti ai lavori si rivolgono sempre più alla tecnologia per ottenere soccorso. Ecco allora dieci consigli pratici e fruibili per mettere la tecnologia in condizione di utilizzare e costruire una supply chain resiliente:
Suggerimento 1: valuta i rischi e la visibilità della tua attuale supply chain
Sottoponi i tuoi processi, workflow e asset attuali a un audit rigoroso. Mappa i ruoli, i workflow e il flusso di ordini e merci da un capo all'altro della tua supply chain, a partire dai produttori e fornitori di materie prime fino alle imprese di trasformazione, spedizione, distribuzione, vendita e marketing, e infine ai clienti stessi. Conduci quindi una valutazione sincera sul grado di visibilità e controllo che hai realmente sulla tua supply chain:
Identifica tutte le fonti di dati: hai installato sensori IoT o altre apparecchiature di monitoraggio che generano dati? Stai utilizzando software SCM che raccoglie o manipola i dati? Hai una pratica interfaccia a cruscotti che ti permetta di vedere concretamente i dati in un unico posto o il tuo sistema è frammentato in un mosaico di sistemi legacy dalla visibilità limitata? Gli strumenti di pianificazione aziendale sono integrati con la tua supply chain digitale? Il recupero delle informazioni e la rendicontazione sono automatizzati o tutto dipende dalla tua capacità di reperire continuamente insight?
Prendi in esame i tuoi processi di gestione del rischio e dello stock: nelle più recenti interruzioni che hai dovuto affrontare, avevi ricevuto informazioni che avrebbero potuto aiutarti ad anticiparle o quegli eventi sono sembrati uscire dal nulla, prendendoti alla sprovvista?
Parla con i tuoi addetti: i team che valutano il rischio della supply chain ricevono gli insight di cui hanno bisogno per formulare previsioni accurate su finance e supply chain? Se la risposta è no, qual è l'ostacolo: si è creato un punto cieco o un vuoto nei dati, il sistema di cruscotti non è abbastanza informativo o nell'assetto dei processi e dei team si sono creati silos che ostacolano la visibilità a 360° e il coordinamento interfunzionale? Gli addetti dispongono degli algoritmi giusti, delle funzionalità di machine learning o persino dell'intelligenza artificiale (AI) con cui rendere più accurate la pianificazione e le previsioni?
Prendi in esame gli asset e la logistica della tua supply chain: quanta supervisione eserciti sulle flotte, sulle macchine utensili e sulle attrezzature automatizzate? Come fai a capire se questi asset stanno operando al massimo dell'efficienza e della sicurezza? Hai il software e l'hardware necessari per monitorare la logistica in tempo reale e, se vengono rilevate interruzioni, sono presenti algoritmi con cui ricalibrare in modo sincrono le previsioni e le tempistiche per tutti gli elementi della supply chain che si appoggiano a tale logistica?
Suggerimento 2: scegli come utilizzare la tecnologia nella trasformazione della supply chain
Ora che sai a che punto ti trovi, è il momento di decidere dove andare. Punta l'attenzione sugli anelli deboli e i punti ciechi rinvenuti e pensa a quali strumenti usare o quali modifiche ai processi attuare per eliminarli.
Di seguito è riportata una lista di controllo di carattere generale delle tecnologie di cui potresti aver bisogno:
- Per la visibilità a 360°: sensori e tracciatori IoT, funzionalità di ispezione visiva assistita dall'AI, strumenti analitici basati sui dati con cruscotti informativi e integrazione con varie fonti di dati, una robusta infrastruttura di data cloud per SCM che fornisca dati puliti e sottoposti a governance per alimentare l'analisi e abilitare l'intelligence in tempo reale.
- Per maggior precisione nelle previsioni e nella pianificazione della supply chain: funzionalità di cloud computing che consentano un'analisi scalabile e in tempo reale dei dati di interesse, software di gestione finanziaria per la sincronizzazione con la pianificazione della supply chain e le previsioni e una base di dati solida e affidabile.
- Per attività operative ottimizzate e pronte in caso di interruzioni: una potente piattaforma o suite gestionale in grado di mettere in connessione e integrare applicazioni, dati e AI per una maggiore agilità e scalabilità; un software di gestione fiscale e commerciale con cui automatizzare le pratiche delle rispettive aree, particolarmente prezioso per le supply chain globali.
- Per una pianificazione accurata della domanda: applicazioni assistite dall'AI che consentano la modellazione di scenari ipotetici, algoritmi di machine learning per supportare la rilevazione della domanda.
- Per il coordinamento di pianificazione e workflow: una piattaforma tecnologica aziendale integrata che metta in connessione la gestione della supply chain con altri aspetti del business, rendendo possibile la collaborazione e abbattendo i silos.
- Per ottimizzare i cicli di vita degli asset: un software di gestione degli asset di livello enterprise che garantisca visibilità completa sul ciclo di vita attraverso un digital thread unificato, applichi l'AI per generare insight e automatizzare i compiti e organizzi la gestione end-to-end degli asset con un processo a circuito chiuso.
- Per mitigare le improvvise interruzioni della supply chain: una vasta rete di fornitori che permetta di cambiare rapidamente rotta in caso di improvvisa indisponibilità dei fornitori esistenti o di interruzioni a loro carico, di collaborare con i partner commerciali sui processi di pianificazione, magazzino e gestione della qualità o di trovare all'occorrenza nuovi fornitori per nuovi prodotti o proposte a valore aggiunto.
Questo elenco è tutt'altro che esaustivo; esistono numerose tecnologie che possono rivelarsi utili nella gestione delle interruzioni della supply chain, ma gli strumenti esatti di cui hai bisogno dipendono dalla natura specifica delle tue attività e criticità. Quali che siano, esiste sicuramente un'applicazione per gestirle.
Suggerimento 3: crea il team giusto con cui ottimizzare i processi di gestione della supply chain
In questa fase, è importante individuare i fabbisogni e i deficit di competenze e leadership a cui dovrai rispondere per la trasformazione della supply chain. Nell'ambito di una solida strategia di gestione del cambiamento, ti sarà utile coinvolgere fin dalle prime fasi i membri del team HR, i quali potranno aiutarti a individuare tra i dipendenti in forza quelli che possono essere aggiornati o riqualificati in modo più efficiente. Sono inoltre gli interlocutori meglio posizionati per assisterti nella creazione di profili e descrizioni delle posizioni per gli eventuali nuovi talenti di cui potresti avere bisogno per sostenere nuove operazioni o tecnologie. Valuta inoltre la possibilità di optare per un software che possieda l'AI integrata direttamente nel flusso di lavoro: i suggerimenti assistiti dall'AI o anche un pratico copilot a supporto dell'AI agentica potrebbero aiutare i dipendenti esistenti a colmare più rapidamente tale lacuna di conoscenze e a sfruttare meglio il software.
Suggerimento 4: riduci la dipendenza e il rischio fornitori
Una quota consistente delle interruzioni della supply chain ha origine dai fornitori dei livelli più bassi, specie quando alla distanza geografica corrisponde una mancanza di visibilità. È normale che le aziende debbano poter contare sui loro fornitori per ottenere prezzi congrui e volumi affidabili, ma questo aspetto rappresenta solo un frammento del quadro di gestione del rischio. I responsabili della supply chain devono avere piena fiducia circa la provenienza dei beni nella loro filiera, dall'approvvigionamento e gestione delle materie prime all'etica e alle pratiche sul luogo di lavoro dei loro fornitori. La supply chain in cloud e gli strumenti integrati di elaborazione aziendale sono in grado di mettere in connessione una rete di fornitori in tempo reale. In questo modo, oltre ad essere più trasparenti, le supply chain connesse consentono anche alle aziende di creare un network di fornitori più diversificato, in cui quello che non si rivela all'altezza cede presto il passo agli altri.
Suggerimento 5: ottimizza la gestione dello stock
Una sfida fondamentale per ogni responsabile della supply chain è trovare un compromesso tra scarsità ed eccedenze. In passato, a tale scopo si operava in modo sostanzialmente retrospettivo, ossia con gli analisti che cercavano di accertare le attività passate del mercato e dei clienti per prevedere un equilibrio ottimale dello stock. Oggi le aziende hanno accesso ad analisi dei dati predittive e in tempo reale per creare previsioni più accurate e ottenere maggiore visibilità sulla supply chain. Molte aziende vantano specialisti della previsione della domanda, il cui contributo di intuito ed esperienza è inestimabile. Le tecnologie di previsione della domanda e ottimizzazione dello stock che si avvalgono di intelligenza artificiale (AI), machine learning e analisi avanzata possono esaltare le capacità dei talenti e le competenze di questi professionisti.
Suggerimento 6: Progetta ovunque, produci ovunque
La dipendenza da una sola o al massimo due fonti per la progettazione e la produzione accentua la vulnerabilità delle supply chain. Un fondamentale passo avanti nella trasformazione verso una supply chain più resiliente consiste nello sfruttare tecnologie intelligenti come l'AI, il machine learning e l'analisi avanzata per poter coordinare un network nazionale e globale di partner di progettazione e produzione. Oltre a ridurre il rischio e la vulnerabilità delle supply chain, l'elasticità on-demand nella progettazione e produzione consente anche alle aziende di gettare una rete più ampia con cui attingere a un bacino internazionale in crescita di progettisti e produttori di talento.
Suggerimento 7: valuta la delocalizzazione di prossimità per gestire le interruzioni della supply chain
Fattori politici, economici, commerciali, normativi e ambientali oggi stanno rendendo più difficili da sostenere alcune delle supply chain globali consolidate nel tempo. Storicamente, la disparità economica tra paesi come gli Stati Uniti e la Cina ha reso praticamente impossibile competere sfruttando materie prime e risorse produttive interne. La sfida è stata quella di trovare il modo di restringere i margini di costo al punto da rendere realistica la delocalizzazione di prossimità. Con l'uso di tecnologie smart per la supply chain, le imprese possono stimare in modo più efficiente e preciso i loro fabbisogni di produzione, affidarsi a soluzioni Internet of Things (IoT) per ottimizzare macchine e asset e ridurre significativamente gli sprechi. Altre innovazioni come la stampa 3D on-demand possono contribuire a ridurre i costi grazie agli "stock virtuali". Inoltre, l'accesso a reti flessibili di progettazione e produzione dei prodotti può rafforzare ulteriormente la fattibilità di un riavvicinamento geografico di numerose funzioni significative della supply chain dei livelli inferiori. Potrebbe non essere una soluzione facile, ma alla prima interruzione della supply chain su scala regionale o globale potresti rimpiangere di non aver tentato.
Suggerimento 8: metti la logistica elastica al tuo servizio
La gestione dei trasporti e la logistica costituiscono da migliaia di anni la spina dorsale di ogni supply chain, ma anche una delle sue maggiori fonti di spese e vulnerabilità. Le operazioni logistiche tradizionali sono costose e limitate, essendo generalmente basate su una flotta di proprietà dell'azienda e/o su contratti fissi con uno o più fornitori terzi di servizi logistici. Per logistica elastica si intende una rete logistica on-demand e scalabile, ossia capace di estendersi e contrarsi secondo necessità.
Suggerimento 9: stabilisci priorità nella pianificazione della supply chain
Ogni supply chain è costituita da funzioni cruciali ma spesso isolate in silos, quali:
- Sales & Operations Planning (S&OP)
- Previsione e domanda
- Risposta e offerta
- Ricostituzione delle scorte basata sulla domanda
- Pianificazione stock
Connettività cloud, tecnologie intelligenti e solide strategie di pianificazione della supply chain possono integrare queste funzioni per rendere possibili l'analisi e l'utilizzo di dati e insight provenienti da ogni area dell'azienda. I processi di definizione degli obiettivi e di auto-audit nella "fase iniziale di preparazione" di cui sopra possono contribuire a creare una cultura aperta a una migliore comunicazione e capacità di risposta lungo l'intera supply chain. E le soluzioni software che integrano queste funzioni di pianificazione aziendale sono al centro dell'agilità e della resilienza delle supply chain di oggi. Tecnologie come l'AI, il machine learning, l'analisi avanzata e l'IoT convergono per offrire funzionalità potenti e rapide di pianificazione della supply chain.
Suggerimento 10: inizia oggi stesso a prepararti per le interruzioni della supply chain
Ottimizzare operazioni di supply chain vecchie spesso di decenni potrebbe apparire una impresa insormontabile, ma non è necessario che avvenga tutta in una volta. Ogni passo che compi verso una supply chain più strategica e visibile ti rende man mano più resiliente. Un buon inizio potrebbe essere semplicemente fare in modo che i responsabili dei team dialoghino. Per dare slancio alla trasformazione della supply chain, scopri in prima persona dove risiedono i problemi più risolvibili e cogli subito i risultati più facilmente realizzabili per ottenere le prime gratificazioni. Il momento migliore per iniziare è sempre oggi, perché domani potresti semplicemente svegliarti con una nuova, ennesima interruzione della supply chain.
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Preparati alle interruzioni della supply chain
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